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Agnolo Gori

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Palazzo degli Uffizi, volta con ambasciatori, diplomatici e matematici toscani, 1663-64 (Ritratto di Benedetto Fortini)

Agnolo Gori (Firenze, 1615 circa ... – Firenze, 1678) è stato un pittore italiano, attivo a Firenze e in Toscana tra il 1648 e il 1678.

Chiamato anche Angiolo, Michelangelo o Michelagnolo, e figlio di un certo Giuliano, se ne ignorano le origini e la data di nascita. Iniziò il suo apprendistato nella bottega di Baccio del Bianco, immatricolandosi poi all'Accademia delle Arti del Disegno nel 1648[1].

La sua attività è essenzialmente legata alla decorazione ad affresco e alla pittura di nature morte su tela, a proposito del quale il Lanzi lo ricordò come il primo specialista di questo genere a Firenze a partire dagli anni 1640. Tuttavia di questa produzione di genere, soprattutto legata a composizioni floreali, non sono ancora state rintracciate opere sicure.

Più documentata è invece la sua attività come frescante, legata da lunga collaborazione con Jacopo Chiavistelli. In particolare gli sono riferite alcune volte del loggiato di ponente della Galleria degli Uffizi (dal 1658 al 1665 circa), i festoni nella chiesa di Santa Maria Maddalena de' Pazzi (1669 circa) e alcune allegorie e decorazioni nel castello di Montegufoni presso Montespertoli (1675-78 circa).

  • Sandro Bellesi, Catalogo dei pittori fiorentini del '600 e '700. Biografie e opere, Polistampa 2009.

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